UNA STRADA AMICA
Roma 31/12/1994
Roma è una città che male non se sta Te lo giuro e so sincero, mi sento prigioniero
E’ vero si che è un paradiso, troppe lacrime sul viso Con la mia signora regna un patto, quando posso, piglio e scappo
Quando imbocco la salaria, già la sento ch’è un’altra aria A Monterotondo entro in gioia, lascio indietro tanta noia
Passo Corese, sento aria di paese, bella, sta campagna Quì inizia la cuccagna
Avanti, avanti in questo loco, lascio indietro aria di smogo Così via, giungo a ristoro
Nell’aria una voce mi chiede, vai piano, su sto` monte Ci abita l’ornaro
Imbocco la discesa vallata rietina Di tutto il comprensorio, è la campagna più carina
Na catena di monti che la chiude è il terminillo E li` arroccato, io passo e me ne vado
Sfiorando la città dei ducati a Cotilia, già ci credo Ma la solfuria non la nego
A Canetrella faccio tappa, un panino e poi si scappa
Antrodoco benedetto, per tutti ciò rispetto E’ talmente naturale, poco sole in quel canale
La catena della luna, prego sempre che Dio ci aiuta I trafori e poi la Posta, il desiderio più si accosta
La vallata di Bacugno, sono certo che l`ho in pugno Con’istrante ti compare Torrita sull’altare
A pochi passi gioro a destra, poca strada è rimasta Vado dritto e vado avanti, non stò nelli panni
Nelle mie labbra spunta il sorriso, quando appare il paradiso
Da in alto vedo tutto, finchè posso, me lo gusto Non è dolce, non è amaro, Il paese do sò nato
Ve lo dice il sor Yachella, che de sto cielo è un’altra Stella.
Giacomo Antonelli
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